giovedì, 16 ottobre 2008

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Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 18:32 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, riflessioni, idee, giornalismo, educazione, aiuto, smog, denuncia
domenica, 16 settembre 2007
è vero, adesso per i poveri fumatori la vita si è fatta dura.
Nei ristoranti e nei bar non hanno più la possibilità di godersi liberamente il loro piacere.
L'altra sera eravamo a cena in otto, in un ristorante ... all'aperto.
Nel tavolo dietro al mio hanno attaccato, in due, a fumare il sigaro.
Sarà anche piacevole, ma la puzza che emanava era veramente infernale.
A me stava venendo il vomito.
Sarò io ad essere malato ... non più abituato a respirare l'aria puzzolente delle sigarette e, quindi, tantomeno quella dei sigari?
Sta di fatto che quando hanno attaccato con un secondo sigaro ... mi sono girato e gli ho detto: "potreste evitare di continuare a fumare il sigaro, perchè magari voi non ve ne accorgete ma emana una puzza ... bestiale"
Forse avrò fatto la faccia un po' troppo schifata, sta di fatto che mi hanno risposto "ci spiace ma siamo all'aperto e qui possiamo fumare".
La mia massima è "chi ha più intelligenza l'adoperi", quindi mi sono alzato, ho lasciato quattrini a sufficienza per pagare la mia parte ... ed ho abbandonato i miei incolpevoli amici, dicendo "scusate ragazzi, ma se resto poi vi rovino la cena ... vomitando!"
In fondo il primo lo avevo mangiato ... e per il secondo, sarà per un'altra volta.
Naturalmente non andrò mai più in un ristorante all'aperto.
La domanda che mi faccio e che vi faccio è: "ma quella cosa chiamata educazione esiste ancora? Oppure la vendetta dei fumatori - costretti ad emigrare dai ristoranti al chiuso - si consuma nei ristoranti all'aperto?"
La mia soddisfazione è che, solo in Italia, ogni anno 90.000 fumatori passano a miglior vita ... per cui andando di questo passo ce ne dovremmo liberare presto!
D'altronde chi fuma dimostra che di intelligenza ne ha davvero poca (chi fuma ce l'ha piccolo ... il cervello).
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 18:57 | Permalink | commenti (18)
categoria:riflessioni, amici, educazione, smog
domenica, 25 febbraio 2007
La convocazione era stata fissata per le ore 10.00.
Di positivo c'era il fatto che il mio ricorso fosse stato accettato.
E' vero, si trattava solo di aver voluto contestare una multa per divieto di sosta.
Ma le motivazioni c'erano, eccome.
Il giudice di pace si presentò sorridendo dandomi l'idea di un simpatico ometto, con una bella chioma bianca ed una vistosa cravatta regimental.
"Proviamo ad aspettare qualche minuto. La controparte non si è ancora vista"
La "controparte" era, ovviamente, il rappresentante del Comune di Segrate.
Non feci in tempo a sedermi che si presentò una vigilessa in divisa.
"Scusi il ritardo, ma sa, il traffico"
Meno male che io avevo preso la metropolitana.
Era il modo migliore per evitare il traffico.
La multa mi era stata fatta perchè avevo parcheggiato davanti a casa mia, una villetta a schiera, facendo appoggiare le due ruote di destra sul marciapiede.
"Vede, signor giudice - iniziò la vigilessa - l'auto era parcheggiata su un passo carraio e quindi ..."
"Chiariamo: questa è casa mia. Ci abito solo io, con la mia famiglia. Anche se c'è il passo carraio avrò il diritto di parcheggiarci, visto che proprio per quel passo carraio pago la tassa al Comune. E comunque un altro vigile mi ha detto che se non espongo il cartello del passo carraio - ed io NON lo espongo - allora è possibile parcheggiare"
"No, mi spiace ma questo non è giusto - mi interrompe la vigilessa - se lei non espone il cartello non può chiedere la rimozione di un'altra auto che eventualmente fosse parcheggiata lì davanti, ma il divieto e la conseguente multa rimane"
"Beh, allora dovreste cominciare a mettervi d'accordo tra voi vigili, perché se uno mi dice una cosa ed un altro un'altra, poi è chiaro che io cittadino non so più cosa fare. Comunque la multa non mi è stata data per qualcosa legata al passo carraio ma perché le due ruote di destra erano sul marciapiede"
Solo a questo punto il giudice esamina le carte ed interviene.
"In effetti qui si parla di auto posteggiata sul marciapiede"
"Quindi - riprendo - sarà il caso che spieghi perché le due ruote di destra - perché solo di due ruote si tratta - erano sul marciapiede. Intanto va detto - punto primo - che il marciapiede è molto largo. Avevo lasciato spazio sufficiente per il passaggio dei pedoni, delle carrozzine, delle carrozzelle degli handicappati. Insomma, non davo noia a nessuno. Poi - punto secondo - devo ricordare che sulla via non c'è nessun divieto di sosta"
"Sì, però il Comune ha mandato una lettera a tutti informando che non si poteva sostare davanti ai passi carrai"
"Allora, intanto se il Comune non vuole che si sosti, mi metta un bel cartello di divieto e la discussione finisce qui. Altrimenti riprendiamo a discutere del passo carraio che però non c'entra con questa multa. Qualche tempo fa, proprio dopo aver avuto una discussione analoga sull'opportunità o meno di posteggiare sul marciapiede, avevo iniziato a lasciare l'auto giù dal marciapiede occupando però, così, un spazio maggiore della sede stradale. Mia figlia, signor giudice, fa la volontaria sull'ambulanza. La sede è a cento metri da casa mia. Quindi quando partono passano sempre davanti a casa mia. Mia figlia, dicevo, un giorno viene a casa e dice ... papà, perché non metti la macchina sul marciapiede come fanno tutti? La strada è stretta e se ci sono le macchine posteggiate su entrambi i lati facciamo fatica a passare con l'ambulanza. Allora - punto terzo - sono tornato a posteggiare sul marciapiede. Sempre con solo due ruote, quelle di destra. Per lasciare più spazio al passaggio delle ambulanze e dei veicoli più grossi, come i camion"
"Ma da lì i camion non possono passare - interviene la vigilessa - perchè c'è il divieto."
"Non è che non possono. Non devono. O meglio, non dovrebbero, perché stia sicura che ogni tanto qualche camion davanti a casa me lo vedo passare. Andiamo avanti. Quel giovedì - perché la multa me l'hanno data di giovedì - c'era il lavaggio della strada. Mi risulta che a Milano sia tollerato il posteggio sul marciapiede quando c'è il lavaggio della strada. Quindi - punto quarto - visto che dall'altra parte della strada c'era il lavaggio della strada, e passavano con i camion del lavaggio, ho posteggiato sul lato opposto, davanti a casa mia, con le due ruote sul marciapiede. Al di là di tutto quanto ho detto prima, almeno in considerazione del fatto che c'era il lavaggio, mi aspettavo un po' di tolleranza"
"Caro Federici - il giudice interveniva sempre con il sorriso sulle labbra - la legge parla chiaro: il posteggio sul marciapiede è sanzionato"
"Ma su questo siamo d'accordo. La legge è una cosa, il buon senso un altro. Io infatti mi appello al buon senso. Perché multare qualcuno quando il parcheggio non da fastidio a nessuno, è proprio davanti a casa mia? In un giorno di lavaggio - dal lato opposto, sia ben chiaro - della strada? Con un'abitudine ormai consolidata in diciotto anni? Eccole un po' di foto. Come vede tutti posteggiano così, con due ruote sul marciapiede. Da diciotto anni. La domanda è: perché proprio quel giovedì il vigile integerrimo ha deciso che invece la cosa non era più ammissibile ed io dovevo pagare la multa? Glielo dico io. Perché i Comuni sono alla bancarotta ed allora si inventano qualunque maniera per tartassare i poveri cittadini. Perchè qui a Milano non ci sono parcheggi? Perché è più facile incassare quattrini con le multe che "pagare" qualcuno che costruisca i parcheggi. E quando lo scopo di un Comune è solo quello di incassare quattrini senza dare niente in cambio ecco che fioccano le multe per i motivi più insulsi"
"Su questo potrei anche essere d'accordo con lei, ma io sono qui per applicare la legge, e la legge è chiara"
"Sa, signor giudice, perché quel giorno la mia auto era lì? Perché io vado a lavorare con i mezzi. Perché mi sta a cuore la lotta allo smog. Perché vorrei far vivere i miei figli in una città con l'aria più respirabile. Ed invece che dirmi grazie il Comune mi multa! Questa è la verità. E allora dovrei fregarmene, come fanno tutti. Andarmene in ufficio con l'automobile così non avrei preso la multa. Questa è la cosa che mi fa più male. Questo è il motivo per il quale sono venuto a parlarle. Per chiedere solo un po' di buon senso. In questa come in tutte le cose. E staremmo tutti meglio. Invece no. Il buon senso è morto. La legge è legge e ubi maior minor cessat. Lei pensa che per me sia un problema pagare 30 euro? Suvvia. Mi è costato molto di più perdere una mattinata di lavoro per venire qui. Ma io sono un inguaribile ottimista ed ancora spero di trovare qualcuno disposto, come me, a lottare per migliorare il mondo. Partendo dalla collaborazione tra il cittadino ed il suo Comune. Mentre invece mi ritrovo ad essere il solito pollo da spennare."
"Ma perché si è rivolto al giudice - mi interrompe la vigilessa - io sono incaricata dei rapporti con i cittadini. Lei veniva da me. Mi spiegava la cosa e magari una soluzione la trovavamo. Ormai è troppo tardi. Una volta arrivati davanti al giudice non si può pretendere di ignorare la legge"
"Comunque - ci interrompe in giudice - lei in sintesi che cosa chiede?"
"Chiedo la cancellazione della multa, per tutti i motivi che ho detto. Che si usa così da 18 anni, che si tratta del davanti di casa mia, che il marciapiede era sufficientemente libero, che mia figlia altrimenti ha difficoltà a passare con l'ambulanza, che era giovedì e c'era il lavaggio, che ... ero andato in ufficio con i mezzi. Chiedo solo di usare quello che si chiama buon senso"
"Adesso vi prego di uscire - dice il giudice - fra cinque minuti vi richiamo per la sentenza"
"Mi permetta di lasciarle un regalo, il mio libro intitolato De Causarum Actore" e ne consegno una copia al giudice ed una alla vigilessa "sono le storie delle mie battaglie. Ogni tanto qualcuna la vinco anche!".
Il tempo che il giudice scriva la "sentenza" e ci richiama.
Restiamo in piedi.
"In nome del popolo italiano - è il giudice che parla, leggendo - dichiaro l'opposizione respinta. La multa dovrà essere pagata entro sessanta giorni senza maggiorazione alcuna e senza alcuna spesa legale aggiuntiva"
Poi mi guarda e mi dice "Federici, lei è un grande! Però io, più di così non potevo fare"
E mi saluta con un sorriso ancora più smagliante di quando mi ha ricevuto.
Esco insieme alla vigilessa che mi chiede "ha la macchina?"
"Ma quale macchina, io uso i mezzi. Se no come fate a farmi le multe?"
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 00:32 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, riflessioni, amici, educazione, smog
sabato, 13 gennaio 2007
ricordate le polemiche e le discussioni quando si stava decidendo di vietare il fumo nei locali pubblici?
La paura degli esercenti, soprattutto baristi e ristoratori di perdere clienti.
Sono passati due anni e cosa è successo: bar e ristoranti sono più pieni di prima.
Perché?
Perché tutti quei "non fumatori" che prima disdegnavano respirare l'aria puzzolente creata da "altri", adesso frequentano quei locali con grande sollievo.
Quindi, alla fine, chi più si lamentava, ci ha avuto solo da guadagnare.
Analoghe polemiche le abbiamo vissute sullo sviluppo dei centri pedonali nelle città.
E adesso?
Sono i più frequentati da chi vuole passeggiare senza essere assediato dal traffico, guardandosi le vetrine e "facendo acquisti".
Dove voglio arrivare?
La "nuova" polemica: è giusto mettere un ticket per l'entrata delle auto in città?
Premesso che io vieterei proprio a tutte le auto l'ingresso nelle città (se vuoi una città per "tutti" usa i "mezzi"!), se proprio qualcuno vuole usare l'auto per entrare in città penso sia giusto che paghi!
Scommettiamo che ne verrebbero solo vantaggi:
- vantaggi per la gente che, così come frequenta di più i locali perché non c'è più il fumo delle sigarette, frequenterà di più le città perché non ci sarà più il fumo delle auto
- vantaggi per la vivibilità delle città
- vantaggi per la salute di chi in città ci vive e ci respira (sono sempre più i bambini che oggi si ammalano di "smog"! Cosa vogliamo aspettare? Che siano tutti morti!?)
- vantaggi per i "mezzi pubblici" che, ovviamente, acquisteranno velocità (senza auto, per andare da una parte all'altra della città ci si metterà molto ma molto ma molto meno)
Immagino già i commenti di chi non può fare a meno dell'auto (in fondo abbiamo convissuto per anni con i reclami di chi non poteva fare a meno di fumare al bar o al ristorante!), ma immagino anche i commenti dei nostri pronipoti quando guarderanno al passato e non sapranno spiegarsi perché un'intera civiltà è svanita per colpa dello smog che essa stessa creava!
Eppure siamo esseri "intelligenti".
O no?
Paolo
www.paolofederici.it
postato da: PaoloFederici alle ore 18:44 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, riflessioni, amici, educazione, aiuto, smog, trasporti