lunedì, 17 novembre 2008
stanotte, per la seconda volta in pochi mesi, mi hanno rubato il navigatore satellitare dall'auto.
Si tratta di un satellitare montato fisso sull'auto (quindi per "smontarlo" occorrono strumentazioni adatte! Non basta, insomma, una qualsiasi chiave inglese).
L'auto è dotata di allarme, ma i "ladri" hanno trovato il modo di by-passarlo: sfondano il vetro posteriore ed entrano senza aprire le portiere. Quando escono - dopo aver "lavorato" sodo per smontare il navigatore - allora scatta l'allarme ed infatti, affacciandomi alla finestra appena è partita la sirena (l'auto è posteggiata proprio sotto casa) li ho anche visti scappare.
E così, il mio (ex!) navigatore satellitare fra qualche giorno sarà in vendita su e.bay!
Allora mi domando: visto che si tratta di un navigatore satellitare montato di serie ... chi ha interesse a comprarlo?
E comunque, il "compratore" sa benissimo che si tratta di un articolo che NON si trova sul mercato e che - se in vendita - può provenire solo da un furto!
Insomma, se non ci fosse chi compra merce rubata, il mestiere di ladro finirebbe oggi stesso.
Allora - caro signor ladro - lasciatelo dire: in fondo, tra noi due, quello che sta peggio sei tu: costretto a vagare nella notte, con la paura di essere scoperto, lavorando spesso per niente, mentre gli altri, gli onesti, dormono il sonno dei giusti!
Forse, se fossi davvero furbo, la smetteresti di fare il ladro e penseresti seriamente a passare anche tu tra la schiera degli "onesti".
Ah, ti avviso: ho fatto montare un nuovo tipo di allarme che scatta ANCHE quando si rompe un vetro!
Insomma, da domani io riavrò il mio satellitare come prima ... ma per te il lavoro si fa di giorno in giorno più difficile
Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 15:39 | Permalink | commenti
categoria:cultura, riflessioni, giustizia, idee, educazione, aiuto, denuncia
martedì, 30 settembre 2008
sento un sacco di gente che si lamenta perché lo Stato Italiano ha dovuto (forse!) pagare per liberare 5 italiani rapiti in Sudan.

Mi sembra proprio che siamo arrivati al rovesciamento dei valori: non ce la prendiamo più con i delinquenti che sequestrano le persone ... ma con le vittime!

Addirittura c'è chi dice che prima di partire i viaggiatori "a rischio" dovrebbero sottoscrivere una liberatoria ... con l'impegno a rimborsare le maggiori spese che dovessero essere sostenute dallo Stato per "liberarli".

E allora lasciatemi dire:

- NON andate più in Sardegna, terra - notoriamente - di sequestri di persona. Oppure firmate la liberatoria!

- NON prendete più la metropolitana di Milano, zona di sturpi. Oppure firmate la liberatoria!

- SMETTETELA di fumare, visto che poi il tumore ai polmoni ve lo curano con i miei soldi. Oppure ... curatevi a vostre spese.

- LASCIATE ai delinquenti il dominio delle aree urbane. Se abitate a Baggio oppure ad Harlem, o magari ai quartieri spagnoli di Napoli ... e siete vittime di violenze, la colpa è vostra!

- NON USCITE più di sera: ormai si sa che di notte le città sono controllate dalla malavita. Oppure firmate la liberatoria!

D'altronde poi, lo sappiamo bene che la colpa delle violenze alle donne ... è il loro ostinarsi a mettersi i jeans!

Da ora in poi propongo che se una ragazza decide di acquistare dei jeans, debba firmare anche lei una liberatoria!

Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 18:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:viaggi, vacanze, giustizia, giornalismo, educazione, denuncia
martedì, 30 settembre 2008

l'articolo è stato passato in archivio, qui:

http://paolofederici.splinder.com/post/18753861

però i COMMENTI - da oggi - continuate a postarli solo qui, altrimenti si intasa il  blog

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 12:03 | Permalink | commenti (186)
categoria:politica, riflessioni, giustizia, aiuto, pubblicità, denuncia, trasporti
venerdì, 22 agosto 2008
una volta c'erano i valori: onestà, fraternità, amicizia, fedeltà ... e potrei continuare a iosa.
Oggi c'è il culto della disonestà e più uno è disonesto, ma bravo a fare i soldi, più è elogiato.
Perché il mondo è dei furbi!
La fraternità è stata sostituita dall'egoismo: asse portante della modernità.
Ognuno pensa solo a se stesso.
Il vecchio "tutti per uno e uno per tutti" è stato aggiornato con "ognun per sè e Dio per tutti".
Se uno dei capisaldi su cui si basava il matrimonio era la fedeltà, adesso (come canta la canzone) siamo rimasti in tre.
Nel senso che la fedeltà reciproca esiste solo per una bassissima percentuale di coppie.
Ma non è solo nel rapporto di coppia che la fedeltà è andata scemando: accade anche nel mondo degli affari.
Un piccolo esempio: da 15 anni vado in vacanza, con la famiglia, sempre nel solito posto.
(forse perché sono di vecchio stampo, visto che questo capitava anche con le generazioni passate: il luogo delle vacanze era sempre lo stesso per anni, per decenni, spesso per tutta la vita).
La mia meta è un villaggio turistico dell'estremo sud della sicilia e si chiama Marispica.
Da 15 anni, in primavera, quando escono le nuove "tariffe" prenoto le solite due camere, per le solite tre settimane d'agosto e la tradizione ... continua.
Qualche anno fa (cinque, per l'esattezza) mi sono ritrovato a conversare amabilmente con altri ospiti, non così abitudinari come noi.
Loro avevano prenotato sfruttando la nuova moda delle offerte "last minute", godendo di un risparmio che rasentava il 20 per cento.
Il cliente affezionato e fedele (come noi) paga dunque (con mesi di anticipo) le tariffe piene.
Il cliente dell'ultima ora che non è né affezionato né fedele beneficia (che grande invenzione i "last minute"!) di un risparmio non indifferente.
Ma non dovrebbe essere il contrario?
Quattro anni fa la cosa si è ripetuta ... ingigantendosi (sia nel numero dei beneficiari dello sconto che nella percentuale dello sconto stesso).
Ho preso carta e penna ed ho scritto alla direzione di Marispica, al mio agente di viaggio, alla direzione del Tour Operator che gestisce il villaggio ... per protestare.
Ovviamente non è successo niente e nessuno si è nemmeno mai degnato di rispondermi.
Il tempo è trascorso inesorabile e l'anno passato il rapporto tra chi (cliente fedele, affezionato e tartassato) aveva pagato il biglietto intero e chi (cliente per una volta, grazie allo sconto) aveva risparmiato, era arrivato ad essere di due terzi contro un terzo.
Per la poca/tanta conoscenza matematica che posso avere è stato fin troppo semplice immaginare che quest'anno il rapporto sarebbe salito a 50/50.
Tant'è che mi son detto: "perché prenotare in primavera e pagare il biglietto intero quando posso prenotare a fine luglio risparmiando?"
La discussione con mia moglie, in primavera, è stata accesa.
Però ha vinto lei. Mi diceva: "Mi hanno detto che non faranno più offerte last minute"
"E tu ci credi?", rispondevo.
E' una magra soddisfazione dire, adesso: "visto che avevo ragione io!"
Sta di fatto che i clienti LAST MINUTE oggi sono ben oltre il 50 per cento e così pure (ben oltre il 50 per cento!) è lo sconto del quale hanno usufruito.
Una cosa è certa: l'anno prossimo si fa come dico io.
Nessuna prenotazione in primavera.
Aspettiamo la fine di luglio e poi ... spendendo la metà di quanto abbiamo speso quest'anno ci faremo le solite tre settimane di vacanza, sempre nello stesso posto.
Scommettiamo?
Paolo
(a chi mi dice: "guarda che a fine luglio è difficile trovare il volo da Milano per Catania" rispondo: "guarda che io, con la mia tessera millemiglia Alitalia, prenotando il volo in primavera ... non solo scelgo il volo che voglio io, ma - con i punti che accumulo durante l'anno - non pago proprio niente!". E comunque nessuno mi vieta di prenotarmi il volo ... a parte, in tempo utile)
(i miei reclami volevano anche essere costruttivi: se io prenoto in primavera pagando la tariffa piena, fammi avere qualche "servizio" in più, del tipo ... un'area riservata nel ristorante dove essere servito al tavolo, anziché dover mangiare sempre al buffet ... internet gratis ... la prima fila di ombrelloni in spiaggia "dedicata" ... un tipo di camera di classe superiore ... la possibilità di avere la colazione servita in camera ... i teli spiaggia ... la frutta fresca in camera ... lo sconto alla boutique ... insomma, come succede quando, sullo stesso aereo, prenoti in business anziché in economica!)
(se qualcuno riesce a darmi anche solo UN - 1 - motivo valido, per prenotare in primavera e pagare la tariffa intera ... me lo faccia sapere!)
postato da: PaoloFederici alle ore 17:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, giustizia, idee, educazione, vacaze
lunedì, 28 luglio 2008
PAGINEITmi è arrivata una fattura per non meglio identificati servizi sul web, per 291 euro, da una fantomatica PAGINEIT SRL.
Sospettando la "truffa", ho provato a fare una piccola ricerca su google, inserendo due semplici paroline "PAGINEIT" e "TRUFFA".
I risultati sono sorprendenti.
312 pagine ... ne parlano.
Innumerevoli blog riportano la storia di aziende che hanno ricevuto analoga fattura, senza avere mai autorizzato alcunché, e la storia sembra essere in piedi da anni.
Ma il bello è che in alcuni di questi blog ... ci sono anche gli interventi di chi "difende" l'operato di PAGINEIT (forse gli autori stessi della tentata truffa!?) sostenendo che PAGINEIT sia in possesso di registrazioni telefoniche che comprovano la correttezza delle loro fatture (sic!), che se qualcuno comunica telefonicamente, su richiesta, la propria partita IVA è come se autorizzasse la fatturazione (ops!), che chi si è rifiutato di pagare quei 291 euro ha poi subito attacchi "vincenti" dai legali di PAGINEIT (mah!) cosicché sono certamente in molti quelli che, per il quieto vivere, pagano e tacciono.
Una cosa, però, mi è balzata all'occhio: nessuno (e dico nessuno!) ha mai preso carta e penna ed ha mai stilato una denuncia da depositare in un qualche commissariato o stazione dei carabinieri.
E allora ho deciso di farlo io.
Oggi sono andato dai carabinieri ... ed ho fatto la denuncia.
Vi terrò informati!
Certo che se qualcuno di voi riceve identica fattura e si prende la briga di fare analoga denuncia, forse riusciamo a farli smettere in tempi più brevi.
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 16:32 | Permalink | commenti (7)
categoria:riflessioni, giustizia, aiuto, avvocati
venerdì, 18 luglio 2008

esaminando i bilanci (del 2005!) delle prime 1.000 aziende del trasporto (in Italia) ho potuto notare che la maggior parte chiudono i bilanci in perdita!

Allora ho scritto (ad ottobre 2007):

Insomma mi sembra che il mercato si stia orientando sul LAVORARE TANTO per PERDERE TANTO.

Ora, che ci sia gente che lavori "sotto costo" non lo capisco, ma è una libera scelta in un libero mercato.

La cosa "antipatica" è che la clientela talvolta usi le quotazioni di altri (quelli che lavorano in perdita), per costringere anche noi a rimetterci dei soldi, e se gli si dice "no", veniamo accusati di fare tariffe alte, quando invece le nostre tariffe sono "onestissime".

Come ben sa chi ci conosce, noi teniamo molto alla nostra reputazione, ed ovviamente in questa situazione ci viviamo a disagio.

Andare a spiegare ad un cliente (o magari ad un agente estero) che altri lavorano in perdita e che noi una cosa del genere non ce la possiamo permettere è praticamente impossibile.

Ditemi voi, vi sembra offensiva e/o diffamatoria?

E' una personale considerazione dedotta da dati di fatto.

Bene, avendo fatto i nomi delle aziende che hanno i bilanci in perdita (i dati sono UFFICIALI, quindi non c'è alcuna violazione della privacy ...!), una di queste (che aveva "dichiarato" - nel bilancio ufficiale depositato! - di aver perso quasi mezzo milione di euro!) si è sentita "diffamata" e allora ci ha chiesto 400.000 euro di rimborso per danni di immagine.

Il primo pensiero è che stessero cercando di rimpiazzare le perdite ... a nostre spese.

Sta di fatto che gli abbiamo risposto picche ... e allora ci hanno fatto causa (però solo per 50.000 euro! Insomma già ci hanno "scontato" 350.000 euro).

Adesso ci tocca mettere mano al portafoglio, cercare un avvocato che ci difenda e sperare che il giudice NON ci condanni, altrimenti - magari - ci toccherà davvero pagare!

Alla faccia della libertà di opinione!

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 21:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:cultura, riflessioni, giustizia, idee, giornalismo, avvocati, trasporti
mercoledì, 16 luglio 2008

ebbene sì, grazie al Lodo Alfano ... anche il nostro Silvio nazionale avrà, come il più famoso 007 creato da Fleming, la "LICENZA DI UCCIDERE".

Meditate, gente ... meditate!

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 10:30 | Permalink | commenti
categoria:cultura, politica, riflessioni, televisione, giustizia, giornalismo, educazione
venerdì, 27 giugno 2008

venerdì notte mia moglie stava male. Aveva dei forti dolori ad un rene, da far sospettare una colica renale. Ma aveva anche la febbre ... da far sospettare un'infiammazione! Ho chiamato la guardia medica ma non è uscita. Mi hanno detto di darle il buscopan (se poi, dopo qualche ora, il dolore non fosse passato, potevo richiamare!).

Sabato andava un po' meglio (la febbre era scesa, grazie alla tachipirina) ma il dolore continuava e domenica era di nuovo febbricitante.

Richiamata la guardia medica stavolta mi hanno detto di darle il simplex.

Ho provato ad insistere perché qualcuno venisse a vederla ma hanno ribadito che avevano migliaia di chiamate e che certamente si trattava di una conseguenza del caldo.

Lunedì pomeriggio (quando finalmente era orario di ricevimento del nostro medico curante) l'ho portata ed il medico ha detto di andare subito al pronto soccorso per un'ecografia urgente per sospetti calcoli renali.

Alle ore 16.00 entravamo al pronto soccorso del San Raffaele ... e cominciava l'odissea.

Un'ora, due ore, tre ore .... aspetta aspetta, finalmente alle 21.00 (dopo cinque ore di "attesa") si sono decisi a VISITARLA.

(Anche perché ho iniziato ad alzare la voce ...!)

Hanno disposto per l'ecografia .... solo che ormai il reparto era chiuso e quindi bisognava aspettare la mattina dopo.

Quindi le hanno fatto passare la notte febbricitante in corridoio, distesa su una barella del pronto soccorso.

Alle otto l'hanno portata dall'ecografo ... ed alle dieci era ancora ad aspettare.

Altra "urlata" ... da parte mia (con l'infermiera che mi diceva: "abbia pazienza, in fondo siete appena arrivati ...". "Appena arrivati un corno - rispondevo io - siamo qui da 18 ore")

L'ecografia rivelava trattarsi di infiammazione ai reni per cui veniva deciso il trattamento antibiotico, con necessità di ricovero.

In attesa di una stanza, mia moglie continuava ad essere lasciata sulla barella nel corridoio del pronto soccorso.

Allo scoccare delle 24 ore di attesa ... terza urlata: "o mi trovate un letto oppure me la porto via"

Per legge l'ospedale è obbligato a trovare il posto letto al malato che necessita il ricovero.

Al San Raffaele non ne avevano e quindi dovevano trovarmelo altrove.

Solo che loro preferivano ... tenersi la malata in corridoio per un'altra notte!

(Mi hanno detto chiaramente: "sa, noi ci teniamo ai nostri malati, preferiamo curarli noi!)

Alle 17.00 il posto è saltato fuori ... all'ospedale di Cernusco, così l'hanno portata là, dove è tuttora in via di guarigione (anche se le gravità della situazione è dipesa ... dal ritardo! Se venerdì notte fosse uscita la guardia medica e fossero cominciate subito le cure antibiotiche, certamente la storia sarebbe stata diversa!)

L'odissea al pronto soccorso del San Raffaele era durata "soltanto" una intera giornata.

Però adesso vorrei fare alcune considerazioni:

- che il pronto soccorso del San Raffaele fosse intasato, questo è un dato di fatto. Non si può certo pretendere di essere subito assistiti, ma cinque ore di attesa "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" solo per essere visti ... diciotto ore di attesa sempre stando "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" per un'ecografia "urgente" ... e venticinque ore di attesa sempre stando "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" per avere un posto letto, forse sono un po' troppe! Possibile, insomma, che un ospedale come il San Raffaele non abbia una struttura di pronto soccorso capace di evadere le richieste in un tempo "ragionevole"?

- se un ospedale come il San Raffaele non ha posti letto e la legge prevede che il medico del pronto soccorso debba attivarsi per "trovare" il posto letto in un'altra struttura ospedaliera, perché la legge non viene rispettata se non dopo che l'utente inizia ad "urlare" per far valere le proprie ragioni?

- che il bacino di utenza che in passato si indirizzava alla Santa Rita, ora confluisca sul San Raffaele ... è una conseguenza dell'indagine in corso (e qui si apre la discussione: aver chiuso la Santa Rita perché uno o due o tre medici non operavano secondo i principi ippocratici, è stato davvero un bene?)

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 11:19 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni, giustizia, giornalismo, educazione, aiuto, sanità
giovedì, 19 giugno 2008
la costituzione, all'art 27 recita: "L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva."

Per la "Santa Rita" il processo non è ancora cominciato ma le sentenze sono già state emesse.

Ed ormai quell'ospedale è agonizzante ed a breve chiuderà.

Delle due l'una: o aboliamo i tribunali (visto che non spetta più a loro emettere sentenze) o aboliamo la costituzione (visto che contiene articoli di nessun valore)

Paolo

(p.s.: è vero, sono di parte. Ho un amico chirurgo che qualche mese fa aveva rinunciato a fare il primario in un ospedale dell'interland perché "quel" lavoro comportava un enorme dispendio di energie per gestire questioni burocratiche. "Paolo - mi diceva - io sono un chirugo. Voglio operare, non perdermi nelle scartoffie". Aveva fatto un accordo con la Santa Rita. I suoi "pazienti" li operava là. L'interesse era reciproco: la Santa Rita "incassava" dalla Regione per le operazioni eseguite all'interno della clinica ... e lui poteva contare su una struttura all'avanguardia che gli permetteva di fare il suo lavoro con successo. Adesso lui, come altri 600 "dipendenti" della Santa Rita è senza stipendio e senza lavoro. Certo, non faticherà a trovare un'altra struttura dove andare ad operare, ed è il primo ad essere "inc...ato" con la Santa Rita, ma la domanda da farsi è: se troviamo una mela marcia (o due o tre o quattro) chiudiamo tutto? Perché per colpa di pochi "presunti" (se siano davvero colpevoli, lo dirà il Tribunale e non i giornali!) la Santa Rita è praticamente chiusa! Quindi - tanto per fare un paragone - visto che in Parlamento di mele marce ce ne sono più che non alla Santa Rita, chiudiamo il Parlamento?)
postato da: PaoloFederici alle ore 11:03 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, giustizia, idee, giornalismo, avvocati
martedì, 10 giugno 2008
giustiziain effetti debbo ammettere che, alla lunga, ho sempre avuto soddisfazione ... ma quanta fatica, quanta pazienza, quante arrabbiature, quante umiliazioni!

Quando cerchi in tutti i modi di spiegare a qualcuno (che ti chiede di pagare certe somme per motivi che adesso non sto qui a spiegare!) che ha torto, che non le deve chiedere a te, ma quello si impunta e decide di farti causa, cosa puoi fare?

Prendere un avvocato (in Italia non ci si può difendere da soli), mettere insieme documentazioni magari vecchie di anni (perché può succedere che oggi decidano di farti causa per qualcosa che si riferisce a quattro o cinque anni fa!), riscrivere tutta la storia cercando di ricordarne i particolari (la memoria, ad una certa età, comincia a fare acqua), cercare qualche testimone (che nel frattempo ha cambiato attività e si mostra poco disponibile a perdere tempo), mettere mano a portafogli (perché il tuo avvocato comunque lo devi pagare!)  e poi aspettare, aspettare, aspettare ... anni!

Oggi mi è arrivato un decreto ingiuntivo per poco meno di 1.500 euro. E' un'assurdità: avevo spiegato a quel cliente, in mille modi e portando un sacco di carta a supporto, che io non avevo nè colpe nè responsabilità, ma tant'è. Se qualcuno decide di farti causa mica puoi impedirglielo. Devi mettere mano al portafoglio e "pagare" un avvocato perché ti difenda. Da un punto di vista economico sarebbe più conveniente pagare questi 1.500 euro e chiuderla lì. Anche se ho ragione ed anche se il Giudice mi darà ragione (le due cose non vanno "automaticamente" d'accordo!) alla fine mi sarà costato più di 1.500 euro.

Una cosa che in tanti ignorano è che vincere una causa non vuol dire NON pagare niente! Il proprio avvocato va pagato e spesso, tirando le somme, soprattutto in caso di cifre non esageratamente alte, il costo del proprio avvocato è superiore ai 1.500 euro reclamati da chi ci ha fatto causa.

Insomma i casi sono due: se qualcuno mi fa causa per 1.500 euro ... e perdo, pagherò forse 8 o 10.000 euro. Se invece vinco, ne pagherò almeno 3 o 4.000.

Economicamente sarebbe preferibile la terza via: pagare questi 1.500 euro e chiudere la disputa.

La "soddisfazione" di avere ragione, alla fine costerà di più.

E' giustizia questa?

Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 16:22 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, giustizia, avvocati, de causarum actore
mercoledì, 21 maggio 2008
ormai da anni le mie bollette telefoniche sono standard: pago circa 100 euro a bimestre.

Immaginatevi la mia sorpresa nel ricevere, questa volta, la bolletta TELECOM (bimestre marzo-aprile 2008) per quasi il triplo (290 euro!).

Ovviamente, visto che lo "standard" non mi risulta variato, ho cercato di capire cosa fosse successo.

Dalle paginate di carta che mi hanno mandato, la differenza risulta dovuta per "TELEFONATE NON FATTURATE IN PRECEDENZA".

Dal dettaglio di tali telefonate risaliamo ad oltre un anno fa (ci sono telefonate che risalgono fino al marzo 2007! E poi giugno, luglio, agosto ... e via così mese per mese fino a febbraio 2008)

Il primo problema è capire perché nelle bollette precedenti ci fosse scritto che tutto il traffico risultava addebitato ... mentre, a quanto pare, così non era!

Il secondo problema è che questi quasi 200 euro di differenza ... se fossero stati addebitati correttamente avrebbero comportato un esborso di una quindicina di euro al mese. Doverli pagare TUTTI INSIEME, ed inaspettatamente, ha un "peso" diverso sul bilancio familiare mensile.

Il terzo problema è capire come faccio io ad accertare se davvero ho fatto quelle telefonate ... un anno fa!

Non è che la TELECOM, avendo problemi di bilancio, pensa di risanare i suoi conti mandando improbabili fatture relative ad altrettanto improbabili telefonate che nessuno ha più modo di controllare?

Il dubbio c'è, ed è forte!

Paolo Federici
postato da: PaoloFederici alle ore 18:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni, giustizia, educazione, aiuto, telecom
domenica, 06 gennaio 2008
immaginiamo che Hitler fosse riuscito a sterminare gli ebrei;
immaginiamo che avesse portato in Israele i suoi seguaci, conquistando e sottomettendo così quell'intero territorio;
immaginiamo che avesse fondato la Capitale di quel paese e che là avesse trascorso gli ultimi anni "felici" della sua vita;
immaginiamo che la Chiesa avesse poi fatto erigere una maestosa Cattedrale in quella Capitale;
immaginiamo oggi di andare a visitare quella Capitale e trovare, nella Cattedrale, la tomba di Hitler.
Dove voglio arrivare?
Semplice!
Una analoga verità esiste.
Anzi peggiore.
Sono stato a Lima (Perù) e nella Cattedrale c'è una cappella interamente dedicata a Pizarro ed alla sua tomba!
Eppure Pizarro ha sterminato gli Inca (se vogliamo essere pignoli, Hitler ha fatto fuori "solo" 6 milioni di ebrei, non tutti!).
Pizarro ha conquistato e sottomesso quello che era il territorio degli Inca.
Pizarro ha fondato Lima, la Capitale dell'odierno Perù.
La Cattedrale di Lima (visitata due volte da papa Giovanni Paolo Secondo) è stata "inaugurata" nel 1540 e l'anno dopo ... Pizarro è morto ed il suo corpo seppellito sotto quello che allora era l'altare maggiore!
E la Chiesa che dice?
Onora così uno dei peggiori criminali della storia?
Insomma, se Hitler avesse vinto ... ormai sarebbe morto comunque (almeno di vecchiaia).
Ma la domanda è: dove sarebbe sepolto?
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 23:09 | Permalink | commenti (6)
categoria:viaggi, cultura, politica, riflessioni, religione, giustizia
giovedì, 13 dicembre 2007
(e con 30 milioni di euro libera gli italiani dal "blocco" dei tir)


L'attività dell'anonima sequestri ha perso una delle sue peculiarità: non è più anonima!

Ha nomi e cognomi e delle precise sigle sindacali.

Vogliamo fare un po' di storia del cosiddetto sciopero?

Una volta gli operai scioperavano contro il "padrone".

Quando la misura era colma, incrociavano le mani e smettevano di lavorare.

Così la produzione si fermava ed il "padrone" subiva un danno.

Il "padrone" faceva due conti, capiva che gli conveniva concedere qualche aumento agli operai, riducendo magari marginalmente il suo spropositato guadagno dato proprio dallo sfruttamento del lavoro altrui, ed allora gli operai, accontentati con due lire in più a fine mese, riprendevano a lavorare.

Ma questa è storia di battaglie appartenenti al passato.

Oggi NON si sciopera contro il "padrone" ma contro altri incolpevoli cittadini/lavoratori che sono sulla stessa barca (anzi, sulla stessa strada o autostrada che dir si voglia).

Solo che oggi lo sciopero si trasforma in un eclatante sequestro di persona: decine di migliaia di italiani "bloccati" ... a casa (costretti ad un anomala situazione di "arresti domiciliari" non potendo muoversi per mancanza di benzina!)

E lo Stato che fa? Paga il riscatto!

E domani ... si replica.

E' previsto, qui a Milano, un nuovo sciopero dei dipendenti dell'ATM che, tanto per cominciare, lo sciopero lo fanno sempre di venerdì ... così il week end si allunga (è vero, dicono che a pensar male si fa peccato ...!).

E poi (mi ripeto, lo so!) NON si sciopera contro il "padrone" ma contro altri incolpevoli cittadini/lavoratori che sono sulla stessa barca (anzi, sugli stessi autobus).

Il "danno" (esempio di domani: i mezzi pubblici che si fermano!) non lo subisce alcun padrone ... e nemmeno quello "Stato" contro cui si intende protestare.

Anzi colui che dovrebbe essere danneggiato (lo stato-padrone) ci guadagna risparmiando di pagare giornate lavorative agli amanti del lungo week-end.

Tanto gli incassi, dati soprattutto dagli abbonamenti dei pendolari, NON sono intaccati dallo sciopero.

Insomma, come dicevano i latini, "cui prodest"?

Qualcuno mi può spiegare l'utilità di uno sciopero che "favorisce" lo stato-padrone e che "danneggia" i lavoratori?

Mi sembra di rivedere la storia di quel signore che per far dispetto alla moglie ... decise di evirarsi.

E la poverina ... fu "costretta" ad accontentarsi di altri "membri".

Ma per tornare al "blocco-sequestro" da parte dei tir, domandiamoci cosa sia legale e cosa invece non lo sia:

1) agricoltori che bloccano autostrade impedendo ai camion di passare e lavorare: abuso SI o abuso NO ?

2) impiegati del desk Alitalia che non fanno i check in impedendo agli utenti di volare: abuso SI o abuso NO ?

3) impiegati comunali che impediscono al cittadino di fare documenti: abuso SI o abuso NO ?

4) metalmeccanici che con propri cortei bloccano il transito in città impedendo ad altri lavoratori, non metalmeccanici, di andare a lavorare: abuso SI o abuso NO ?

5) ferrotramvieri che bloccano i treni dei pendolari impedendo loro diandare a lavorare: abuso SI o abuso NO ?

6) portuali in sciopero che impediscono il carico e lo scarico delle merci magari con consguenze tragiche su un esportatore che deve negoziare un credito e non può farlo ed è costretto a licenziare: abuso SI o abuso NO ?

7) benzinai che scioperano e non ci si può rifornire: abuso SI o abuso NO ?

A questo punto la considerazione è una sola: qui ormai scioperano tutti ... per i più diversi motivi ... spesso contrastanti tra loro (scioperiamo CONTRO la TAV che inquina ... oppure a FAVORE della TAV che altrimenti taglia fuori l'Italia dai commerci? Scioperiamo CONTRO l'ALITALIA che perde - se io NON prendo Alitalia è uno sciopero, no? - oppure a FAVORE di Alitalia perché aumenti gli stipendi ai suoi dipendenti? Scioperiamo CONTRO i cinesi che ci stanno massacrando con le loro importazioni, oppure a FAVORE delle merci cinesi che ci permettono di risparmiare? ... e via di questo passo).

Io penso che noi abbiamo UN UNICO STRUMENTO di sciopero, di lotta, di discussione, di protesta ... che è il VOTO

Però ci hanno tolto anche quello (se tu - caro lettore - ti candidi io NON posso votare per te. Posso solo votare per un partito e poi il segretario di quel partito deciderà se il mio voto vada a te oppure no!)

Io ricordo una vecchia legge che mi aveva insegnato mo nonno: la mia libertà finisce laddove comincia quella di un altro

Bloccare un'autostrada, oppure un autobus, oppure un comune, oppure un desk Alitalia ... sono tutti modi per contravvenire al "precetto" di cui sopra

Lo so mi dirai: ma allora quale mezzo abbiamo per protestare?

Non posso che ripetermi: noi abbiamo UN UNICO STRUMENTO di sciopero, di lotta, di discussione, di protesta ... che è il VOTO (sperando che ce lo ridiano!)

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 11:43 | Permalink | commenti (4)
categoria:cultura, politica, riflessioni, giustizia, aiuto, trasporti
mercoledì, 26 settembre 2007
anche 1contro100 sbaglia ... continuazione:
tre indizi fanno una prova: è uno dei pilastri classici su cui si fonda l'attività investigativa.
Tre testimonianze "simili" hanno valore di prova provata. Anche questo è un pilastro, non credete?
Se poi mescoliamo il tutto con un esame "intelligente" della situazione, usando un poco del cervello che abbiamo, possiamo giungere a risultati incredibili.
Analizzando alcuni giochi televisivi in auge negli ultimi tempi ho cominciato a ragionare (per vedere le mie considerazioni su "Il Milionario") click
Questo rende il rapporto autore-concorrente decisamente falsato a favore dell'autore, ma siamo ancora nell'ambito della legalità.
Se però dovesse verificarsi il caso per cui più di una tra le OPZIONI di risposte avessero la possibilità di essere GIUSTE, ci troveremmo (come ci insegna la fisica quantistica quando, nel famoso esperimento, sostiene che il gatto è contemporaneamente vivo e morto e solo quando si apre la scatola una delle due verità diventa realtà assoluta) che una stessa risposta può essere contemporaneamente GIUSTA "e" SBAGLIATA e solo quando si "accende" la luce ... quella e solo quella risposta diventa reale.
Tre "concorrenti" mi hanno scritto e la loro lamentela è molto simile.
Pur trattandosi di domande totalmente differenti, di argomenti assolutamente diseguali, di campi dei più disparati ... due tra le RISPOSTE proposte avevano (ed ancora hanno) una loro verità sulla base della FONTE di informazione che viene utilizzata.
Nel caso di Alberto (piaghe d'Egitto) la piaga delle ZANZARE è una piaga se si utilizza quale fonte la Bibbia tradotta in Italiano ... mentre NON è una piaga se si utilizza la Bibbia originale in ebraico.
Nel caso di Laura (che fine ha fatto il Nautilus?) la risposta è "SPARISCE TRA LE ACQUE" se ci si riferisce al finale del libro di Verne mentre è "VIENE FATTO AFFONDARE" se ci si riferisce al film della Disney
Nel caso di Veronica (perchè Toto aveva la mandibola storta?) la risposta è PER COLPA DI UN PUGNO oppure PER UNA MALATTIA a seconda della fonte alle quale ci si riferisce.
Paolo

gli interventi precendenti li trovate qui:
click
postato da: PaoloFederici alle ore 22:12 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, riflessioni, giochi, amici, televisione, giustizia, aiuto, 1contro100
sabato, 04 agosto 2007
leggo, su La Repubblica, l'articolo in merito alla collisione tra due navi nel mare di Mazara del Vallo.
Si parla di una mega-portacontainer e quindi, lavorando nel settore, sono incuriosito: vorrei sapere che nave è, di quale Compagnia di Navigazione si tratta, su quale tratta opera ...
Il nome riportato è "Eleni" ... bandiera panamense, in navigazione da Haifa a Valencia.
Poi vedo la foto: è quella della MSC Elena?
Cerco nell'articolo qualche ulteriore informazione ma non ne trovo.
"ma come - mi domando - si parla della nave senza indicare la Compagnia (MSC?) ma solo la bandiera (panamense) e si riporta il nome "incompleto", scrivendo solo Eleni a tralasciando MSC?"
Ed ecco che a pensare male si fa peccato: "non è che la MSC oltre che essere un colosso dei container è diventata una potenza delle crociere e con tutta la pubblicità che fa ... avrà chiesto a La Repubblica di omettere qualche riferimento in più su nome, cognome e paternità?"
Forse ... quelli di Repubblica hanno "obbedito" limitandosi a riportare una foto della MSC Elena ... così da potersi giustificare in caso di critiche, visto che non avranno indicato tutti i riferimenti, ma almeno la foto l'hanno messa!
E invece la cosa è ancora più tragica: la nave non solo NON è la MSC Elena, ma non si chiama nemmeno Eleni ... ma bensi Helleni (almeno secondo IlSole24Ore).
Ed il riferimento alla MSC non c'è proprio da nessuna parte (non solo su La Repubblica, ma nemmeno sul Corriere - per il quale la nave la chiama HELENI - e tantomeno su IlSole24Ore)
E sul sito ANSA si parla di HELENI (anche se la foto è quella della MSC ELENI)
Poi cerco ancora su google ed eccolo il colosso da 295 metri (questo l'hanno detto), da 55 mila ton (anche questo l'hanno detto) e di bandiera panamense (pure!): click
(da un ulteriore ricerca, sullo "schedule" della MSC ... la MSC ELENI risulta proprio in servizio tra Haifa e Valencia)
A questo punto lascio a voi le conclusioni
Paolo Federici
postato da: PaoloFederici alle ore 10:15 | Permalink | commenti (28)
categoria:riflessioni, giustizia, trasporti
giovedì, 05 luglio 2007
la mia societa' aveva un contratto con TELECOM per una particolare linea ISDN e pagavamo circa 80/100 euro al mese, mentre tutte le altre linee telefoniche "normali" (oltre 20) erano state attivate con WIND
la WIND ci ha fatto la proposta di passare "anche quella linea ISDN" con loro ... promettendoci un risparmio e quando abbiamo ricevuto la prima fattura anziche' risparmiare ... ci siamo trovati un addebito superiore ai 1.300 euro (da 80 a 1.300 ... e' proprio un bel risparmio!)
naturalmente questa ci e' sembrata una presa in giro bella e buona
abbiamo iniziato a contestare (parliamo di cose successe nel 2003!)
ma MAI nessuno, alla WIND, che ci abbia dato retta
però è arrivata la fattura del mese successivo ... e questa volta l'addebito era di 1.800
allora abbiamo BLOCCATO il pagamento di quelle due fatture ritenendole ASSURDE (e abbiamo passato "quella linea ISDN" ad altro operatore con il quale paghiamo 47 euro al mese!)
siamo stati contattati (a metà del 2004!) da un incaricato WIND e ci e' stato chiesto di pagare il 30 per cento della somma per chiudere la questione
noi abbiamo fatto presente che NON era nostra intenzione chiudere la questione ma avere una risposta ED UN ACCREDITO A STORNO DELLE FATTURE STESSE pero', visto che minacciavano di tagliarci le linee, abbiamo pagato il 30 per cento RISERVANDOCI il diritto ad avere una risposta SERIA
la risposta seria NON e' mai arrivata
a novembre 2004 ci sono venuti a dire che se non pagavamo quella somma ci tagliavano tutte le linee (sic!)
chiaramente la mia fiducia nella WIND e' scesa sottoterra
con i primi di dicembre 2004 ho passato tutti i contratti da WIND a TELECOM, ad evitare il rischio del black-out!
a giugno 2005 ricevo l'ennesimo sollecito di pagamento da WIND ma finalmente (eureka!) c'e' un nome in calce alla lettera, cosi' posso rispondere ...

questa è la "storia" ripresa nel mio archivio!
Come è finita?
Che siamo andati avanti a scriverci per qualche mese, fino a che WIND ha ammesso l'errore e si è scusata.

Salvo, dopo qualche mese (inizio 2006) tornare alla carica.
Di nuovo lettere, mail (telefonate no ... perché WIND non ha un numero di telefono raggiungibile) finchè WIND ha ri-ammesso l'errore e si è ri-scusata.

Salvo, dopo qualche mese (fine 2006) tornare alla carica.
Stavolta mi scrive una fantomatica società di recupero crediti ... alla quale WIND ha conferito mandato per incassare il credito!
Di nuovo lettere, mail (telefonate no ... perché WIND non ha un numero di telefono raggiungibile) finchè WIND ha ri-ri-ammesso l'errore e si è ri-ri-scusata.

Oggi ... mi scrive nuovamente una fantomatica società di recupero crediti ... alla quale WIND ha conferito mandato per incassare il credito!
E adesso?
Ricominciamo con la trafila?
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 18:06 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, giustizia, educazione, aiuto
martedì, 12 giugno 2007
da oggi potete acquistarlo sul web:
De causarum Actore
basta un click qui
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 16:01 | Permalink | commenti
categoria:libri, amici, giustizia, aiuto, avvocati, de causarum actore
venerdì, 08 giugno 2007
leggo, scritta con caratteri cubitali che occupano una mezza pagina del Corriere, la sentenza in merito ad una causa tra alcune note aziende: Nintendo, Linea Gig e Giochi Preziosi.
Aziende note per essere attive nel campo ... dei giochi e dei giocattoli.
Intanto vediamo il numero di avvocati: quattro per la Nintendo, tre per la linea Gig ed altre tre per la Giochi Preziosi.
Per uno come me, che si è sempre chiesto a cosa servano gli avvocati, contarne un così grande numero (addirittura dieci!) coinvolti in un'unica causa, non poteva che stimolarne la curiosità.
Si discuteva della possibilità, per un paio di contendenti, di dare un particolare nome ad un qualche loro gioco.
Sembra, dalla sentenza così arzigogolata, che l'unica autorizzata a chiamare i propri giochi con il nome di Mario sia solo la Nintendo.
Nella sentenza, però, non si parla solo di giochi.
Si parla di "marchio".
Insomma nessuno, oltre la Nintendo, può utilizzare il nome Mario.
Ad evitare di dover pagare multe salatissime, vi do un consiglio: non chiamate vostro figlio Mario!
Non si sa mai ... dove può arrivare il "potere" del denaro.
Visto che tra i contendenti ha vinto quello che aveva il maggior numero di avvocati - 4 contro 3 e 3 - non sarà importante anche il numero degli avvocati oltre che la loro preparazione?
Certo che se aveste la possibilità di schierare cinque avvocati, magari allora potreste anche vincere!
E se il papa decidesse che nessuno può più chiamare i propri figli ... con i nomi dei santi?
Se avesse almeno sei avvocati da far "scendere in campo", l'avrebbe subito vinta!
Per poi, magari, autorizzare comunque i nomi accontentandosi solo delle royalties!
Altro che otto per mille, quello sì che sarebbe un affare!
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 22:25 | Permalink | commenti (4)
categoria:riflessioni, giustizia, avvocati
lunedì, 04 giugno 2007
E' vero, la mia aziendina è piccola (siamo a poco meno di 15 dipendenti), però la questione TFR esiste, eccome.
Allora mi sono interrogato: se un dipendente può, giustamente, scegliere cosa fare dei suoi soldi (il TFR, appunto) quali situazioni può trovarsi a vivere?
L'azienda per la quale lavora lo soddisfa, lui crede in quello che fa, gli piace il ruolo che ricopre.
Ne conosce, dall'interno, pregi e difetti.
Sa che è un'azienda sana, in regola con i pagamenti, rispettosa dei fornitori e disponibile con i clienti.
Magari è stato assunto da diversi anni ed ha sempre ricevuto il suo stipendio alla scadenza del mese.
Se ha dovuto fare dello straordinario, gli è stato regolarmente pagato.
Ha avuto inaspettati premi di produzione, almeno negli anni nei quali la situazione economica aziendale lo ha permesso.
Insomma, la qualità della vita all'interno dell'azienda è certamente buona.
Ecco dunque la domanda: per quale motivo dovrebbe scegliere di affidare il suo TFR ad una sconosciuta multinazionale assicurativa, della quale conosce solo ciò che racconta la pubblicità, oppure ad un caotico INPS?
Mi vengono in mente solo risposte "negative": l'azienda per la quale lavora NON lo soddisfa, lui NON crede in quello che fa, NON gli piace il ruolo che ricopre.
Ne conosce, dall'interno, pregi e difetti e sa che i difetti sono tanti.
Sa che NON è un'azienda sana, NON è in regola con i pagamenti, NON è rispettosa dei fornitori e NON è disponibile con i clienti.
Magari è stato assunto da diversi anni e NON ha sempre ricevuto il suo stipendio alla scadenza del mese.
Se ha dovuto fare dello straordinario, NON gli è stato regolarmente pagato.
NON ha mai avuto premi di produzione, nemmeno negli anni nei quali la situazione economica aziendale lo ha permesso.
Insomma, la qualità della vita all'interno dell'azienda è certamente grama.
Allora sì che viene voglia di affidarsi a qualcun altro che, per quanto sconosciuto o caotico, sarà preferibile alla situazione di scontento che viene vissuta in azienda.
Per concludere: per sapere se un'azienda è sana, adesso c'è un metro di misura in più.
Anzichè balaccarvi con bilanci e situazioni bancarie, andate a guardare dove è finito il TFR dei dipendenti.
Chissà quali sorprese troverete!
(ah, dimenticavo, oggi - per la prima volta - ho chiesto ai miei dipendenti cosa avessero scelto: tutti quanti hanno deciso di lasciare il TFR in azienda!)
Paolo Federici
postato da: PaoloFederici alle ore 09:27 | Permalink | commenti (10)
categoria:politica, riflessioni, giustizia, educazione, assicurazioni, trasporti
venerdì, 25 maggio 2007
Ho, semplicemente, deciso di smetterla di farmi prendere in giro!
E' vero, ci ho messo più di trent'anni, ma l'importante è arrivare a fare chiarezza.
Ed una cosa è chiara: chiunque (e ripeto "chiunque") e di qualunque partito (e ripeto "di qualunque partito") una volta eletto fa solo i porci comodi suoi.
Alle spalle nostre (ed io pago ... diceva Totò!).
Almeno lasciatemi la soddisfazione di dire, col senno di poi: "io non l'ho votato!".
A voi che ancora credete a Babbo Natale: buon divertimento!
Certo che se nessuno (e ripeto "nessuno"!) andasse a votare ... allora sì che poi ci sarebbe da ridere!
Ma finchè i "signori della politica" continuano a sentirsi "supportati" dal popolo ... non cambierà niente.
Facciamogli capire che è ora di smetterla e che non solo non sono più supportati ... ma proprio nessuno li sopporta più
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 19:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, riflessioni, amici, giustizia, educazione
venerdì, 11 maggio 2007
(pensierino della sera)
Una cosa è certa: o sono colpevoli oppure sono innocenti.
Come dicevano i latini "tertium non datur"
Però anche un'altra cosa è certa: se sono innocenti la "giustizia" ha sbagliato a metterle dentro e se sono colpevoli la "giustizia" ha sbagliato a metterle fuori.
Quindi la conclusione è che in Italia di sbagliato c'è sicuramente una cosa: la "giustizia".
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 23:34 | Permalink | commenti
categoria:politica, riflessioni, amici, giustizia, educazione, aiuto