venerdì, 27 giugno 2008

venerdì notte mia moglie stava male. Aveva dei forti dolori ad un rene, da far sospettare una colica renale. Ma aveva anche la febbre ... da far sospettare un'infiammazione! Ho chiamato la guardia medica ma non è uscita. Mi hanno detto di darle il buscopan (se poi, dopo qualche ora, il dolore non fosse passato, potevo richiamare!).

Sabato andava un po' meglio (la febbre era scesa, grazie alla tachipirina) ma il dolore continuava e domenica era di nuovo febbricitante.

Richiamata la guardia medica stavolta mi hanno detto di darle il simplex.

Ho provato ad insistere perché qualcuno venisse a vederla ma hanno ribadito che avevano migliaia di chiamate e che certamente si trattava di una conseguenza del caldo.

Lunedì pomeriggio (quando finalmente era orario di ricevimento del nostro medico curante) l'ho portata ed il medico ha detto di andare subito al pronto soccorso per un'ecografia urgente per sospetti calcoli renali.

Alle ore 16.00 entravamo al pronto soccorso del San Raffaele ... e cominciava l'odissea.

Un'ora, due ore, tre ore .... aspetta aspetta, finalmente alle 21.00 (dopo cinque ore di "attesa") si sono decisi a VISITARLA.

(Anche perché ho iniziato ad alzare la voce ...!)

Hanno disposto per l'ecografia .... solo che ormai il reparto era chiuso e quindi bisognava aspettare la mattina dopo.

Quindi le hanno fatto passare la notte febbricitante in corridoio, distesa su una barella del pronto soccorso.

Alle otto l'hanno portata dall'ecografo ... ed alle dieci era ancora ad aspettare.

Altra "urlata" ... da parte mia (con l'infermiera che mi diceva: "abbia pazienza, in fondo siete appena arrivati ...". "Appena arrivati un corno - rispondevo io - siamo qui da 18 ore")

L'ecografia rivelava trattarsi di infiammazione ai reni per cui veniva deciso il trattamento antibiotico, con necessità di ricovero.

In attesa di una stanza, mia moglie continuava ad essere lasciata sulla barella nel corridoio del pronto soccorso.

Allo scoccare delle 24 ore di attesa ... terza urlata: "o mi trovate un letto oppure me la porto via"

Per legge l'ospedale è obbligato a trovare il posto letto al malato che necessita il ricovero.

Al San Raffaele non ne avevano e quindi dovevano trovarmelo altrove.

Solo che loro preferivano ... tenersi la malata in corridoio per un'altra notte!

(Mi hanno detto chiaramente: "sa, noi ci teniamo ai nostri malati, preferiamo curarli noi!)

Alle 17.00 il posto è saltato fuori ... all'ospedale di Cernusco, così l'hanno portata là, dove è tuttora in via di guarigione (anche se le gravità della situazione è dipesa ... dal ritardo! Se venerdì notte fosse uscita la guardia medica e fossero cominciate subito le cure antibiotiche, certamente la storia sarebbe stata diversa!)

L'odissea al pronto soccorso del San Raffaele era durata "soltanto" una intera giornata.

Però adesso vorrei fare alcune considerazioni:

- che il pronto soccorso del San Raffaele fosse intasato, questo è un dato di fatto. Non si può certo pretendere di essere subito assistiti, ma cinque ore di attesa "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" solo per essere visti ... diciotto ore di attesa sempre stando "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" per un'ecografia "urgente" ... e venticinque ore di attesa sempre stando "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" per avere un posto letto, forse sono un po' troppe! Possibile, insomma, che un ospedale come il San Raffaele non abbia una struttura di pronto soccorso capace di evadere le richieste in un tempo "ragionevole"?

- se un ospedale come il San Raffaele non ha posti letto e la legge prevede che il medico del pronto soccorso debba attivarsi per "trovare" il posto letto in un'altra struttura ospedaliera, perché la legge non viene rispettata se non dopo che l'utente inizia ad "urlare" per far valere le proprie ragioni?

- che il bacino di utenza che in passato si indirizzava alla Santa Rita, ora confluisca sul San Raffaele ... è una conseguenza dell'indagine in corso (e qui si apre la discussione: aver chiuso la Santa Rita perché uno o due o tre medici non operavano secondo i principi ippocratici, è stato davvero un bene?)

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 11:19 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1   30 Giugno 2008 - 22:54
 
Auguri per tua moglie. Spero che oggi 30 giugno sia guarita e fuori pericolo. Gaia
P.S. In effetti c'è poco da commentare. C'è solo da augurarsi che qualcosa cambi in meglio. Dopotutto la vita media è aumentata, consoliamoci così.
utente anonimo

#2   01 Luglio 2008 - 11:19
 
Gaia
è uscita domenica ... e da ieri è già rientrata al lavoro!
:-)
(la medicina fa miracoli!)
Paolo
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloFederici

#3   01 Luglio 2008 - 19:21
 
Tanti auguri a Tiziana da parte mia e di Tatyana....pazzesco...

Idem un giorno al pronto soccorso
di Melegnano.....lasciamo perdere..

ciao

Dario Petriniani
utente anonimo

Commenti

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