domenica, 30 dicembre 2007
Quito, Ecuador.

L'equatore è quella linea immaginaria che divide in due parti uguali il nostro pianeta.
Questo "stato" si chiama così (Ecuador) proprio perché è attraversato dall'equatore.
Ma dovrebbe chiamarsi "Quito".
Invece questo nome è rimasto ad identificarne solo la capitale.
Quito, infatti, è il nome che gli indigeni (i "quituscaras") diedero a questa terra quindicimila anni fa, quando le civiltà indo-europee (Sumeri, Babilonesi, Egizi) dovevano ancora nascere.
Diecimila anni prima che gli egizi istituissero il culto di Ra (il dio sole) qui l'adorazione del sole era già realtà.
Il padre sole fecondava la madre terra e così aveva origine la vita.
Ma, soprattutto, gli abitanti di queste terre avevano capito che proprio qui passava la linea mediana della terra (l'equatore, appunto).
Quito significa infatti (da QUI=TERRA e TO=MEZZO) "terra di mezzo".
Insomma, non avendo la televisione, i Quituscaras passavano le giornate osservando il cielo per arrivare a conoscenze che oggi molti di noi non hanno più.
Come chiedeva il poeta: "vi siete mai fermate umane genti ad osservare il cielo stellato in primavera?", forse dovremmo dedicare meglio il nostro tempo a quella conoscenza antica che si è trasformata in oblio.
E allora vediamo se riesco ad incuriosirvi raccontandovi cosa succede quando ci si trova proprio sulla linea dell'equatore.
1) l'acqua che scorre nel lavandino.
Avrete notato che quando l'acqua scorre nel vostro lavandino si crea un vortice. Il vortice va sempre nello stesso senso: antiorario. La spiegazione scientifica è che la rotazione della terra influisce sulla forza di gravità ed ecco spiegato il vortice. Però è anche facile capire come, cambiando emisfero, cambi anche il senso di rotazione. In Argentina, in Sud-Africa, in Australia ... l'acqua, infatti, scorre in senso orario. Ed all'equatore? Ho assistito all'esperimento: in una bacinella posizionata sopra la linea dell'equatore l'acqua non crea alcun vortice. Scorre dritta come un fuso. Ma il bello è verificare cosa succede spostandosi di solo un metro verso sud oppure verso nord. Il vortice si ricrea immediatamente, ovviamente in senso orario se ci siamo spostati verso sud e viceversa in senso antiorario se abbiamo posizionato la bacinella verso nord. Ed è bastato - ripeto - spostarsi di un metro ...!
2) la resistenza.
Allontanatevi di un solo metro dalla linea dell'equatore e chiudete due dita di una mano (pollice ed indice) a formare un cerchio. Chiedete a qualcuno di cercare di aprire quel cerchio mentre voi fate resistenza. Colui che cerca di aprirvi la mano adopera una forza. Voi, mentre cercate di mantenere chiuso il cerchio, fate resistenza. Le due forze, in un certo qual senso, si bilanciano. Questo bilanciamento è reale in qualsiasi punto della terra (anche se, ovviamente, il risultato può variare, dato che potrete riuscire a "resistere" per un tempo più o meno lungo: dipende da chi avete scelto come partner nell'esperimento!). Spostatevi sulla linea dell'equatore e ritentate l'esperimento. Il risultato non potrà più variare: non appena qualcuno cercherà di aprirvi il cerchio, vi accorgerete di non riuscire ad opporre resistenza ed anche se siete un gigante che vuole tenere chiuse le dita mentre un bambino tenta di aprirvi le dita, avrete perso. Questo perché anche la forza di un bambino è comunque superiore ad una forza contraria (la resistenza, appunto) ridotta a zero!
3) l'uovo in equilibrio.
Piantate un chiodo su un tavolo e poi cercate di metterci sopra un uovo, in equilibro. Non è impossibile, ma riuscirci è quanto di più arduo si possa immaginare. Lo stesso tentativo fatto sulla linea dell'equatore è, invece, quanto di più facile si possa immaginare. Tutti coloro che ci provano in meno di cinque secondi riescono nell'intento. Perché? Sulla linea dell'equatore il baricentro si abbassa notevolmente e quindi ogni cosa diventa più stabile e far stare un uovo in equilibrio su un chiodo è un vero gioco da ragazzi.
Ah, dimenticavo: una donna che ha abitato in una casa posizionata proprio sulla linea dell'equatore ... ha vissuto fino a 115 anni!
Sarà un caso?
Forse vale la pena ... approfondire!?
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 01:50 | Permalink | commenti (16)
categoria:viaggi, cultura, riflessioni, libri, idee
venerdì, 21 dicembre 2007
la presentazione del 13 dicembre a Milano:






e la pubblicità su un importante "magazine" italiano:



una labile traccia indelebile

postato da: PaoloFederici alle ore 20:49 | Permalink | commenti
categoria:cultura, libri, amici, una labile traccia indelebile
giovedì, 13 dicembre 2007
(e con 30 milioni di euro libera gli italiani dal "blocco" dei tir)


L'attività dell'anonima sequestri ha perso una delle sue peculiarità: non è più anonima!

Ha nomi e cognomi e delle precise sigle sindacali.

Vogliamo fare un po' di storia del cosiddetto sciopero?

Una volta gli operai scioperavano contro il "padrone".

Quando la misura era colma, incrociavano le mani e smettevano di lavorare.

Così la produzione si fermava ed il "padrone" subiva un danno.

Il "padrone" faceva due conti, capiva che gli conveniva concedere qualche aumento agli operai, riducendo magari marginalmente il suo spropositato guadagno dato proprio dallo sfruttamento del lavoro altrui, ed allora gli operai, accontentati con due lire in più a fine mese, riprendevano a lavorare.

Ma questa è storia di battaglie appartenenti al passato.

Oggi NON si sciopera contro il "padrone" ma contro altri incolpevoli cittadini/lavoratori che sono sulla stessa barca (anzi, sulla stessa strada o autostrada che dir si voglia).

Solo che oggi lo sciopero si trasforma in un eclatante sequestro di persona: decine di migliaia di italiani "bloccati" ... a casa (costretti ad un anomala situazione di "arresti domiciliari" non potendo muoversi per mancanza di benzina!)

E lo Stato che fa? Paga il riscatto!

E domani ... si replica.

E' previsto, qui a Milano, un nuovo sciopero dei dipendenti dell'ATM che, tanto per cominciare, lo sciopero lo fanno sempre di venerdì ... così il week end si allunga (è vero, dicono che a pensar male si fa peccato ...!).

E poi (mi ripeto, lo so!) NON si sciopera contro il "padrone" ma contro altri incolpevoli cittadini/lavoratori che sono sulla stessa barca (anzi, sugli stessi autobus).

Il "danno" (esempio di domani: i mezzi pubblici che si fermano!) non lo subisce alcun padrone ... e nemmeno quello "Stato" contro cui si intende protestare.

Anzi colui che dovrebbe essere danneggiato (lo stato-padrone) ci guadagna risparmiando di pagare giornate lavorative agli amanti del lungo week-end.

Tanto gli incassi, dati soprattutto dagli abbonamenti dei pendolari, NON sono intaccati dallo sciopero.

Insomma, come dicevano i latini, "cui prodest"?

Qualcuno mi può spiegare l'utilità di uno sciopero che "favorisce" lo stato-padrone e che "danneggia" i lavoratori?

Mi sembra di rivedere la storia di quel signore che per far dispetto alla moglie ... decise di evirarsi.

E la poverina ... fu "costretta" ad accontentarsi di altri "membri".

Ma per tornare al "blocco-sequestro" da parte dei tir, domandiamoci cosa sia legale e cosa invece non lo sia:

1) agricoltori che bloccano autostrade impedendo ai camion di passare e lavorare: abuso SI o abuso NO ?

2) impiegati del desk Alitalia che non fanno i check in impedendo agli utenti di volare: abuso SI o abuso NO ?

3) impiegati comunali che impediscono al cittadino di fare documenti: abuso SI o abuso NO ?

4) metalmeccanici che con propri cortei bloccano il transito in città impedendo ad altri lavoratori, non metalmeccanici, di andare a lavorare: abuso SI o abuso NO ?

5) ferrotramvieri che bloccano i treni dei pendolari impedendo loro diandare a lavorare: abuso SI o abuso NO ?

6) portuali in sciopero che impediscono il carico e lo scarico delle merci magari con consguenze tragiche su un esportatore che deve negoziare un credito e non può farlo ed è costretto a licenziare: abuso SI o abuso NO ?

7) benzinai che scioperano e non ci si può rifornire: abuso SI o abuso NO ?

A questo punto la considerazione è una sola: qui ormai scioperano tutti ... per i più diversi motivi ... spesso contrastanti tra loro (scioperiamo CONTRO la TAV che inquina ... oppure a FAVORE della TAV che altrimenti taglia fuori l'Italia dai commerci? Scioperiamo CONTRO l'ALITALIA che perde - se io NON prendo Alitalia è uno sciopero, no? - oppure a FAVORE di Alitalia perché aumenti gli stipendi ai suoi dipendenti? Scioperiamo CONTRO i cinesi che ci stanno massacrando con le loro importazioni, oppure a FAVORE delle merci cinesi che ci permettono di risparmiare? ... e via di questo passo).

Io penso che noi abbiamo UN UNICO STRUMENTO di sciopero, di lotta, di discussione, di protesta ... che è il VOTO

Però ci hanno tolto anche quello (se tu - caro lettore - ti candidi io NON posso votare per te. Posso solo votare per un partito e poi il segretario di quel partito deciderà se il mio voto vada a te oppure no!)

Io ricordo una vecchia legge che mi aveva insegnato mo nonno: la mia libertà finisce laddove comincia quella di un altro

Bloccare un'autostrada, oppure un autobus, oppure un comune, oppure un desk Alitalia ... sono tutti modi per contravvenire al "precetto" di cui sopra

Lo so mi dirai: ma allora quale mezzo abbiamo per protestare?

Non posso che ripetermi: noi abbiamo UN UNICO STRUMENTO di sciopero, di lotta, di discussione, di protesta ... che è il VOTO (sperando che ce lo ridiano!)

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 11:43 | Permalink | commenti (4)
categoria:cultura, politica, riflessioni, giustizia, aiuto, trasporti