martedì, 31 ottobre 2006

Ancora delitti, emergenza al sud!

Così titola in prima pagina, a caratteri cubitali, il CORRIERE DELLA SERA di oggi, martedì 31 ottobre 2006.

Poi accendo la radio e sento "Era uscita dal carcere da poco tempo per spaccio di droga la donna uccisa lunedì sera".

Cioè ... è stata uccisa ieri! Solo che questo ennesimo omicidio non è avvenuto nel sud, ma nella ricca Segrate, a due passi dalle porte di Milano!

Siamo sicuri che i problemi siano solo al sud?

Paolo Federici

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categoria:politica, riflessioni, aiuto
lunedì, 30 ottobre 2006
sono felice?
Lo scrivo sul blog!
Sono arrabbiato?
Lo scrivo sul blog!
Sono innamorato?
Lo scrivo sul blog!
Sono preoccupato?
Lo scrivo sul blog!
Ormai questa è la mia valvola di sfogo!
Ed è bello vedere che qualcuno poi viene a trovarmi, ci scambiamo opinioni, ce la raccontiamo ... insomma parliamo scrivendo, come fossimo al bar davanti ad un buon boccale di birra.
Per essere finanche in cento, basta lo spazio di un tavolino, dove appoggiare una tastiera ed un monitor!
A volte non c'è nemmeno bisogno di quello se si ha un laptop appoggiato sulle ginocchia, mentre si naviga in wi-fi.
E non siamo più soli.
Il mondo virtuale è spesso più vero di quello reale.
Almeno sai che chi risponde ai tuoi messaggi, legge ciò che scrivi!
Mentre nella realtà capita, troppo spesso, di parlare al vento!
Se poi uno ha velleità da scrittore, quale miglior trampolino di lancio che non un posto dove si fa quella sola cosa, cioè si scrive!
Venite a trovarmi, sarò felice di accogliervi nel mio blog, soprattutto se non resterete a guardare ma avrete voglia di dire la vostra!
Lo spazio è aperto!
Paolo
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categoria:riflessioni, libri, amici, educazione
venerdì, 27 ottobre 2006
proviamo un attimo ad estraniarci dai fatti ed esaminare la questione "verbale".
Cosa significa "spionaggio fiscale"?
Qualcuno (chiamiamolo Topolino) ha voluto sapere se qualcun altro (chiamiamolo Paperino) pagava regolarmente le tasse, operava nella legalità, era - insomma - una persona onesta.
Mio padre mi ha insegnato: "male non fare, paura non avere".
Chi vuole può intercettarmi, controllarmi, pedinarmi.
Sarà solo tempo perso (per lui!), visto che io non ho niente da nascondere e quindi se qualcuno ascolta le mie telefonate o controlla dove vado, non me ne può fregare di meno!
Fatta questa premessa, lasciatemene fare un'altra.
Se Paperino si presenta per essere assunto nell'azienda di Topolino, sarà facoltà di Topolino verificare la sua competenza, affidabilità, serietà, sì o no?
Se Paperino sa fare il suo lavoro, ha sempre operato onestamente, è, come suol dirsi, una brava persona, dov'è il problema?
Anzi, vorrei dire di più: tutti noi, come Topolino, nel momento in cui dovevamo decidere se assumerlo a dirigere la nostra azienda affidandogli mansioni di responsabilità, avevamo il diritto di sapere vita, morte e miracoli di Paperino.
Non dimentichiamo che tutti noi siamo dei Topolini che, con il voto, scegliamo a quale Paperino affidare la gestione della nostra azienda, quella che si chiama Italia.
L'errore, semmai, è che il "sapere vita, morte e miracoli" di Paperino è rimasto ristretto ad un solo Topolino, invece che essere divulgato "coram populo".
Quindi dovremmo indignarci non perché Paperino è stato "spiato", ma perché Topolino ha tenuto per sè le informazioni ottenute!
E qui il discorso si allarga.
In virtù di una strana legge (sulla privacy) non possiamo sapere niente di chi ci mettiamo in casa (sì, perché affidare le redini della nazione a qualcuno è come assumere, in casa nostra, una governante!) e se qualcuno prova ad indagare, l'indagato si indigna sostenendo che quel volerne sapere di più su di lui può generare situazioni ricattatorie.
Ma per che cosa si può ricattare qualcuno?
Perché fa il suo dovere? Perchè paga le tasse? Perché rispetta le regole?
Certamente no! Il ricatto scatta quando Paperino vuole nascondere qualcosa della quale magari si vergogna.
La soluzione non sarebbe forse quella di evitare comportamenti dei quali ci si potrebbe vergognare?
No! Si è scelto di vietare la divulgazione di qualsiasi informazione negativa, impedendo così a tutti i Topolini di sapere, pur avendone il diritto, che cosa fa quel Paperino che è stato assunto nella loro azienda (sempre quella, l'Italia!).
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categoria:politica, riflessioni, educazione
venerdì, 27 ottobre 2006

un cliente sostiene che io gli ho causato un danno per 3.000 euro.
I casi sono due:
- io ho torto ed ho davvero causato il danno
- io ho ragione e non ho causato nessun danno
Nel primo caso, pago i 3.000 euro e la questione è chiusa.
Nel secondo caso mi rifiuto di pagare e allora mi trovo ad affrontare una causa legale intentatami dal cliente.
La causa la vinco (il Tribunale stabilisce che io ho ragione e non ho causato nessun danno).
Però nel frattempo sono passati quasi dieci anni e le parcelle dell'avvocato assommano a circa 10.000 euro.
Quindi i casi sono sempre due:
- io ho torto ed ho davvero causato il danno ... e allora la cosa mi costa 3.000 euro
- io ho ragione e non ho causato nessun danno ... e allora la cosa mi costa 10.000 euro
Cioè, avere ragione costa molto ma molto di più che avere torto!
Assurdo?
Certo che è assurdo, però è così che funziona!
Paolo

per saperne di più leggetevi il mio libro (che potete scaricare gratis dal web): De Causarum Actore

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categoria:riflessioni, libri, aiuto, avvocati
venerdì, 20 ottobre 2006

per uno scrittore sconosciuto che si affida ad un piccolo editore, le possibilità di emergere, in passato, erano uguali a zero!
Problemi di visibilità, legati alla improbabile distribuzione, impedivano di farsi conoscere al grande pubblico.
Oggi, grazie ad internet, le cose stanno cambiando!
Quella "vetrina" che potevano essere le immense librerie, dove centinaia, per non dire migliaia, di libri erano esposti, adesso si sta trasferendo in quello spazio ancora più grande che si chiama internet.
Al passaparola si sta sostituendo il passa_mail!
Se leggo un libro interessante, lo segnalo a pochi amici (facciamo dieci?).
Ammettiamo che quattro lo trovino, a loro volta, interessante e lo segnalino a dieci amici.
Mantenendo questo trend (4 risposte positive su 10) dopo solo pochi passaggi il libro arriva a vendere migliaia di copie!
Vogliamo vedere i numeri?
Se dopo la prima segnalazione vendo 4 copie, dopo la seconda sono a 16, alla terza arrivo a 64 ed alla decima ho superato il milione!
Ci sono libri che raggiungono un successo inimmaginabile su "Amazon" senza mai essere stati esposti su un bancone di una libreria!
Ci sono libri italiani "sconosciuti" in libreria che vendono alla grande senza, magari, nemmeno essere stati pubblicati in Italia!
Un esempio?
"IMPRIMATUR".
Questo libro ha una storia molto strana: pubblicato da Mondadori nel 2002 è "sparito" dalle librerie ed è diventato irrintracciabile. Eppure, appena uscito, aveva venduto bene arrivando anche nelle classifiche dei best seller!
Tradotto in venti lingue ha avuto successo in Francia, in Spagna, in Germania, ed anche in Turchia ed in Ungheria!
Ma in Italia no!
Come mai?
Non sta a me dare la risposta: io vorrei solo stuzzicare la vostra curiosità con la domanda!
Se cercate la risposta, beh ... andate su internet a cercare, e la troverete!
Paolo

per saperne di più:
http://www.thrillermagazine.it/libri/91/
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880451755.html
http://www.attomelani.net/

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categoria:riflessioni, libri, amici
domenica, 15 ottobre 2006
stavo passeggiando tranquillamente per le vie di San Diego, in California, quando, passando davanti ad un cinema multisala, sono stato attratto dal titolo di un film in programmazione: "The illusionist".
Ovviamente qualcosa a che fare con l'arte della prestidigitazione.
Ho pensato: "ecco un film che mi piacerebbe vedere."
La sera, curiosando tra i libri di un negozio immenso, sono stato colpito da una dicitura in sovracoperta: "now a major movie".
Il titolo? "The prestige" (il prestigiatore)
Ho pensato che sicuramente il libro doveva essere, come al solito, meglio del film.
L'ho comprato.
Ne ho letto una buona metà, poi ho deciso di lasciarmi tentare dal cinema.
La sera dopo ho raggiunto la multisala.
Ho comprato il biglietto e, in attesa dell'inizio del film, mi sono letto la recensione.
"il film inizia con l'arresto del prestigiatore".
Strano.
Nel libro, almeno fino a metà, non si racconta di alcun arresto.
"Ambientato nella Vienna del 1900 ..."
Strano.
Nel libro l'ambientazione è sì quella del 1900, ma la città è Londra.
Il massimo della stranezza è stato quando, prima dell'inizio del film, hanno trasmesso qualche trailer di altri films in programmazione in futuro.
La storia del libro "The prestige" scorreva sotto i miei occhi.
Ma si trattava di un film non ancora uscito nelle sale.
Il titolo? "The prestige", naturalmente.
Niente a che vedere con "The illusionist".
Il gioco di magia era riuscito.
Mi trovavo in una sala cinematografica per vedere un film che non aveva niente a che fare con il libro che stavo leggendo.
Posso solo dire che "The illusionist" è un film fantastico, ma per sapere come finisca "The prestige" non mi resta che tornare alla lettura.
Per l'uscita del film, almeno qui negli Usa, ci vogliono ancora un paio di settimane.
Ma lunedì rientro a casa, in Italia.
La domanda che mi faccio è: "quando i due films usciranno da noi, come li intitoleranno?"
Paolo
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categoria:riflessioni, libri, cinema, amici
venerdì, 13 ottobre 2006

dal corriere di ieri:

Blogger diffama, multa di 11,3 milioni di dollari
La Corte della Florida ha condannato Carey Bock a pagare un risarcimento di circa 9 milioni di euro per aver diffamato via Internet una donna d'affari: scrisse su un blog che la vittima era una «frodatrice» e una «imbrogliona»

leggendo un testo come questo, tutti noi, abituati a scrivere liberamente su internet, abbiamo fatto un salto sulla sedia.
Se poi pensiamo che si può diffamare anche dicendo la verità (se un cliente non mi paga ed io lo scrivo sul mio sito internet, posso essere denunciato per diffamazione) il salto diventa una capriola.
Sta di fatto che, leggendo poi a fondo l'articolo, la verità è un'altra: intanto Carey non pagherà mai quel risarcimento visto che è nullatenente. Poi il problema è che Carey non ha avuto la possibilità di difendersi, non avendo un avvocato (chi non ha un avvocato automaticamente ha torto, anche in Italia!). Ma il bello è che da un punto di vista economico chi ci ha rimesso alla grande è la donna d'affari che (lei sì!) ha dovuto pagare il suo avvocato e certamente, visto l'andazzo negli Usa, la parcella non sarà stata da poco.
La conclusione è che quel titolo sembra essere un mezzo "subdolo" di instaurare la paura in chi, come noi, è abituato a scrivere liberamente facendo nomi e cognomi!
Mi sbaglio?
Paolo

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categoria:politica, riflessioni, avvocati
mercoledì, 04 ottobre 2006
La gente acquista ciò che costa meno.
Cercano tutti di spendere il meno possibile.
Vediamo il rovescio della medaglia!?
La mia azienda vende servizi (sempre e solo con fattura!).
Ho fatto due conti: per "stare" sul mercato devo ridurre i prezzi di vendita di almeno il 30 per cento.
Considerato che il margine di guadagno è veramente esiguo (siamo addirittura sotto al 2 pct rispetto al fatturato), quindi non riducibile, per ridurre i prezzi di vendita del 30 per cento dovrei ridurre proporzionalmente anche i costi.
E quali sono i costi?
All'80 per cento sono gli stipendi che pago ai miei dipendenti.
A questo punto la scelta s'impone:
1) NON riduco i prezzi di vendita, quindi mi ritrovo fuori mercato, destinato a chiudere baracca e burattini
2) RIDUCO sì i prezzi di vendita, ma riduco anche i costi di acquisto (cioè gli stipendi)
In questo secondo caso dovrei chiedere ai miei dipendenti di accettare una decurtazione dello stipendio del 30 per cento!
Non è possibile, vero?
Allora dovrei licenziare il 30 per cento dei dipendenti!
Ma anche questo non è possibile!
Quindi?
Quindi accetto di lavorare in perdita!
Incredibile, vero?
Eppure per rispondere alle leggi di mercato, non vedo alternative!
Tagliare altri costi?
Anche ammesso che riuscissi a portare a "zero" tutti gli altri costi (che comunque sono solo il 20 per cento dei costi aziendali, visto che, come ho detto, l'80 per cento se ne va in stipendi) questo non basterebbe a compensare la legge di mercato che mi chiede di ridurre i miei prezzi del 30 per cento.
Di fronte a questa situazione matematicamente irrisolvibile, ecco che lo Stato mi da una mano!
Mi aumenta le tasse (o meglio mi "taglia" le detrazioni che prima erano possibili!)
Quindi anzichè riuscire a stare sul mercato lavorando con poca perdita (e sperando in una ripresa futura), potrò stare sul mercato solo con una grossa perdita e senza nessuna speranza di ripresa!
La domanda è: ma chi me lo fa fare?
Mi sa che l'unica soluzione possibile è la "1".
D'altronde la legge di mercato è implacabile: sono i piccoli a dover sparire, ed io (con i miei quindici dipendenti) sono piccolissimo!
Però mi piacerebbe esserci ancora quando tutti i "piccoli" avranno chiuso e saremo in mano a poche grosse multinazionali: secondo voi staremo tutti meglio oppure tutti peggio?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 12:26 | Permalink | commenti (49)
categoria:politica, riflessioni, aiuto
lunedì, 02 ottobre 2006
recita un vecchio adagio: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.
Siamo sempre tutti sul "chi va là" nei confronti di potenziali nemici, per non accorgerci che poi le pugnalate alle spalle ci arrivano soprattutto dagli amici!
L'ultimo caso?
Un "amico" era in difficoltà con la gestione dei suoi trasporti per Miami.
Mi ha chiesto se poteva affidarsi al "mio" agente.
Ovviamente ad un amico cosa si dice?
"Certo, fai pure. Accomodati"
Il "mio" agente, contento della nuova possibilità di sviluppo che gli si presenta, non solo mi ringrazia ma mi incoraggia a collaborare con quel "mio" amico.
Ed io, ingenuo, collaboro.
Il tempo passa, il traffico cresce, i rapporti (tra "amico" e "agente") si fanno più stretti.
Finchè improvvisamente, aprendo il giornale del 20 settembre, leggo che il "mio" amico è diventato agente esclusivo del "mio" agente!
Provo a chiedere chiarimenti, ma di fronte al dio denaro, amicizia e collaborazione vanno a farsi friggere.
Il mio ex-amico si è fregato bellamente il mio ex-agente e la cosa viene sbandierata felicemente sui giornali!
E se io provo a protestare, la risposta finale che mi arriva è eclatante: "Ma dove vuoi arrivare. Paolo ora hai colmato la misura."
Capito?
Fa anche l'offeso, il giuda!
Paolo Federici
postato da: PaoloFederici alle ore 12:44 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni, amici, educazione, aiuto, trasporti