giovedì, 03 luglio 2008

occhio_di_diol'educazione cattolica inculcataci in giovane età ha fatto sì che certi comportamenti peccaminosi venissero evitati solo per la paura che qualcuno, dall'alto, ci vedesse.

Spesso poi la serietà nell'agire è stata condizionata dal "cosa dirà la gente?".

Insomma, sapere di essere osservati (anche solo dalla propria coscienza) instillava nelle persone la voglia di far bene prima per non doversi vergognare poi.

Andando un po' a ritroso nel tempo, ricorderete la gogna di medioevale memoria.

Essere additati al pubblico disprezzo era una punizione assai pesante.

Tutto questo per dire che sapere di essere intercettati dovrebbe avere le stesse funzionalità positive: non faccio il male perché (forse) Dio mi vede, non faccio il male perché (forse) qualcuno mi intercetta.

Lo so, bisognerebbe fare il bene a priori, come ci insegna Kant.

Ma se la nosra indole è naturalmente cattiva, la paura dela galera dovrebbe tenerci lontano dal fare il male ed altrettanto dovrebbe fare la paura di essere visti o sentiti.

Se poi qualcuno non vuole essere intercettato ... o non vuole andare in galera, la soluzione è semplice: basta NON andare contro la legge (nè quella umana nè quella divina).

Come dicevano i nostri vecchi: "male non fare, paura non avere".

Chi invece legifera sia per NON essere intercettato (così da non rischiare di essere sentito) che per NON essere processato (così da non rischiare di andare in galera), forse qualche scheletro nell'armadio ce l'ha!

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 10:11 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, riflessioni, religione
martedì, 01 luglio 2008
fortunecalispedmatteragli incontri calcistici tra MATTERA (La Spezia) e FORTUNE (Milano) sono ormai una piacevole ricorrenza annuale di fine giugno.

Quest'anno, per festeggiarne il venticinquesimo anniversario (la prima partita risale al 1983) sono state introdotte alcune novità.

Intanto, siamo passati dal calcio a undici a quello a sette (anche perché l'età dei giocatori si è ormai assestata oltre i cinquant'anni).

Poi abbiamo allargato il numero dei partecipanti passando a due a tre.

Infine è stato lasciato al nuovo contendente (CALISPED Lecco) l'onere dell'organizzazione.

Così, dopo le ultime partite giocate in riva al mare del golfo di La Spezia, quest'anno il torneo si è spostato sul lago di Como (versante di Lecco).

C'è stato, ovviamente, un vincitore: per la cronaca si è trattato del nuovo contendente (CALISPED Lecco: al suo massimo rappresentante, Claudio Panzeri, l'onere e l'onore di fare l'arbitro ... non di parte!).

Ci sono stati i gol (tre!) del capitano della MATTERA (Beppe Mattera, classe 1952), i gol (due!) del bomber della FORTUNE (Paolo Federici, sempre classe 1952).

C'è stato il pranzo, tenutosi in un esclusivo circolo sul versante lecchese del lago.

Ci sono state le premiazioni.

Insomma, tutto secondo copione.

L'idea, per il prossimo anno, è di far diventare il torneo un quadrangolare.

Chi è interessato a fare il quarto incomodo, si faccia avanti.

L'unica regola è l'età dei calciatori: tassativamente deve essere OVER 50!

Paolo

(una menzione di merito particolare va all'allenatore della FORTUNE, Serse Cadonici. La formazione tipo che ha messo in campo nel primo tempo dello scontro diretto tra FORTUNE e MATTERA ha visto prevalere la FORTUNE, che - anche se alla fine il risultato è stato ribaltato - è andata all'intervallo in vantaggio di un gol. Ed è riuscito - indovinando la marcatura, grazie alle capacità difensive di Adolfo - a fermare il capitano Mattera che contro la FORTUNE è andato ... in bianco!)
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categoria:giochi, sport, calcio, pubblicità
venerdì, 27 giugno 2008

venerdì notte mia moglie stava male. Aveva dei forti dolori ad un rene, da far sospettare una colica renale. Ma aveva anche la febbre ... da far sospettare un'infiammazione! Ho chiamato la guardia medica ma non è uscita. Mi hanno detto di darle il buscopan (se poi, dopo qualche ora, il dolore non fosse passato, potevo richiamare!).

Sabato andava un po' meglio (la febbre era scesa, grazie alla tachipirina) ma il dolore continuava e domenica era di nuovo febbricitante.

Richiamata la guardia medica stavolta mi hanno detto di darle il simplex.

Ho provato ad insistere perché qualcuno venisse a vederla ma hanno ribadito che avevano migliaia di chiamate e che certamente si trattava di una conseguenza del caldo.

Lunedì pomeriggio (quando finalmente era orario di ricevimento del nostro medico curante) l'ho portata ed il medico ha detto di andare subito al pronto soccorso per un'ecografia urgente per sospetti calcoli renali.

Alle ore 16.00 entravamo al pronto soccorso del San Raffaele ... e cominciava l'odissea.

Un'ora, due ore, tre ore .... aspetta aspetta, finalmente alle 21.00 (dopo cinque ore di "attesa") si sono decisi a VISITARLA.

(Anche perché ho iniziato ad alzare la voce ...!)

Hanno disposto per l'ecografia .... solo che ormai il reparto era chiuso e quindi bisognava aspettare la mattina dopo.

Quindi le hanno fatto passare la notte febbricitante in corridoio, distesa su una barella del pronto soccorso.

Alle otto l'hanno portata dall'ecografo ... ed alle dieci era ancora ad aspettare.

Altra "urlata" ... da parte mia (con l'infermiera che mi diceva: "abbia pazienza, in fondo siete appena arrivati ...". "Appena arrivati un corno - rispondevo io - siamo qui da 18 ore")

L'ecografia rivelava trattarsi di infiammazione ai reni per cui veniva deciso il trattamento antibiotico, con necessità di ricovero.

In attesa di una stanza, mia moglie continuava ad essere lasciata sulla barella nel corridoio del pronto soccorso.

Allo scoccare delle 24 ore di attesa ... terza urlata: "o mi trovate un letto oppure me la porto via"

Per legge l'ospedale è obbligato a trovare il posto letto al malato che necessita il ricovero.

Al San Raffaele non ne avevano e quindi dovevano trovarmelo altrove.

Solo che loro preferivano ... tenersi la malata in corridoio per un'altra notte!

(Mi hanno detto chiaramente: "sa, noi ci teniamo ai nostri malati, preferiamo curarli noi!)

Alle 17.00 il posto è saltato fuori ... all'ospedale di Cernusco, così l'hanno portata là, dove è tuttora in via di guarigione (anche se le gravità della situazione è dipesa ... dal ritardo! Se venerdì notte fosse uscita la guardia medica e fossero cominciate subito le cure antibiotiche, certamente la storia sarebbe stata diversa!)

L'odissea al pronto soccorso del San Raffaele era durata "soltanto" una intera giornata.

Però adesso vorrei fare alcune considerazioni:

- che il pronto soccorso del San Raffaele fosse intasato, questo è un dato di fatto. Non si può certo pretendere di essere subito assistiti, ma cinque ore di attesa "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" solo per essere visti ... diciotto ore di attesa sempre stando "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" per un'ecografia "urgente" ... e venticinque ore di attesa sempre stando "sdraiati su una barella sopportando il dolore ed essendo febbricitanti" per avere un posto letto, forse sono un po' troppe! Possibile, insomma, che un ospedale come il San Raffaele non abbia una struttura di pronto soccorso capace di evadere le richieste in un tempo "ragionevole"?

- se un ospedale come il San Raffaele non ha posti letto e la legge prevede che il medico del pronto soccorso debba attivarsi per "trovare" il posto letto in un'altra struttura ospedaliera, perché la legge non viene rispettata se non dopo che l'utente inizia ad "urlare" per far valere le proprie ragioni?

- che il bacino di utenza che in passato si indirizzava alla Santa Rita, ora confluisca sul San Raffaele ... è una conseguenza dell'indagine in corso (e qui si apre la discussione: aver chiuso la Santa Rita perché uno o due o tre medici non operavano secondo i principi ippocratici, è stato davvero un bene?)

Paolo

postato da: PaoloFederici alle ore 11:19 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni, giustizia, giornalismo, educazione, aiuto, sanità
giovedì, 19 giugno 2008
la costituzione, all'art 27 recita: "L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva."

Per la "Santa Rita" il processo non è ancora cominciato ma le sentenze sono già state emesse.

Ed ormai quell'ospedale è agonizzante ed a breve chiuderà.

Delle due l'una: o aboliamo i tribunali (visto che non spetta più a loro emettere sentenze) o aboliamo la costituzione (visto che contiene articoli di nessun valore)

Paolo

(p.s.: è vero, sono di parte. Ho un amico chirurgo che qualche mese fa aveva rinunciato a fare il primario in un ospedale dell'interland perché "quel" lavoro comportava un enorme dispendio di energie per gestire questioni burocratiche. "Paolo - mi diceva - io sono un chirugo. Voglio operare, non perdermi nelle scartoffie". Aveva fatto un accordo con la Santa Rita. I suoi "pazienti" li operava là. L'interesse era reciproco: la Santa Rita "incassava" dalla Regione per le operazioni eseguite all'interno della clinica ... e lui poteva contare su una struttura all'avanguardia che gli permetteva di fare il suo lavoro con successo. Adesso lui, come altri 600 "dipendenti" della Santa Rita è senza stipendio e senza lavoro. Certo, non faticherà a trovare un'altra struttura dove andare ad operare, ed è il primo ad essere "inc...ato" con la Santa Rita, ma la domanda da farsi è: se troviamo una mela marcia (o due o tre o quattro) chiudiamo tutto? Perché per colpa di pochi "presunti" (se siano davvero colpevoli, lo dirà il Tribunale e non i giornali!) la Santa Rita è praticamente chiusa! Quindi - tanto per fare un paragone - visto che in Parlamento di mele marce ce ne sono più che non alla Santa Rita, chiudiamo il Parlamento?)
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categoria:riflessioni, giustizia, idee, giornalismo, avvocati
martedì, 17 giugno 2008
premesso che è dimostrato, matematicamente, che per colpa del fumo ogni anno in Italia muoiono 90.000 persone (è come se ogni giorno precipitasse un jumbo jet senza alcun superstite a bordo) e che il fumo è responsabile di 1/3 di tutte le morti per cancro e del 15% di tutte le cause di morte e che una morte ogni 6/7 è attribuibile al fumo e che il fumo fa una vittima ogni 7 minuti, quindi un numero di morti circa 10 volte superiore a quello di tutti gli incidenti stradali e circa 100 volte superiore a tutti gli omicidi ... mi sembra di poter dire che non serve predisporre anche campagne informative, fare anche proclami, preparare anche rapporti, dare anche consigli, organizzare anche convegni.

Per quante dimostrazioni "matematiche" (delle enormi negatività) se ne diano, il fumatore continua, imperterrito, nella sua perversione (fumare è bello!).

La domanda allora è: a cosa serve avere un cervello (il "famoso" talento di biblica memoria) se non lo si usa?

Anche se il nostro codice penale "proibisce" il suicidio, ognuno sembra però essere libero di ammazzarsi come crede.

Il sillogismo mi sembra dovuto: chi fuma è stupido!

Ma fin qui, la cosa potrebbe anche non riguardarmi.

Quando però leggo che ogni anno spendiamo oltre 20 miliardi di euro per "curare" i malati di fumo, allora sì che qualcosa lo voglio dire: perché anziché liberarci degli extra-comunitari, non ci liberiamo dei fumatori?

Secondo me nel cambio ci guadagneremmo alla grande!

Paolo
postato da: PaoloFederici alle ore 12:17 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni, idee, educazione, medicina